... e io ero rimasto per me stesso un luogo infelice, ove non potevo stare e donde non potevo allontanarmi.
(Confessioni di Sant’Agostino, IV, 7.12)
Oggi si parla di ostaggi.
Io (tanto per cambiare) sono ostaggio delle mie abitudini e del mio carattere: il giorno che smetterò di pensare a me stesso come a un “coso” fatto così e cosà uscirò dalla mia cella, farò una corsa e incontrerò una vecchia con la ramazza in mano che, inevitabilmente, non capirà un cazzo di quello che sta succedendo.
Da un po’ di tempo sto pensando che a trent’anni (tre-zero!) dovrei fare qualcosa di radicale, tipo alzarmi la mattina di un qualunque giorno feriale e cominciare a pedalare, pedalare, pedalare… andare chissà dove e sbattermene di dover trovare un posto rispettabile nella società. Ma mi mancano le palle, oltre che i polpacci.
La gente non è disposta ad accettare i cambiamenti, né le persone che cambiano perché gli ricordano la loro stessa prigionia. La gente è fatta di vecchie con la ramazza in mano; e dire che basterebbe mettercisi a cavalcioni per trasformarle in streghe…
***
Altro ostaggio.
Nel palazzo di fronte al mio c’è una signora che stende i panni. A intervalli regolari di dieci minuti esce sul balcone e stende una maglietta o prende un paio di calzini. Ogni tanto si ferma e mi guarda: almeno è quello che sembra, attraverso la zanzariera sporca non si vede bene. Sto pensando che deve avere un qualche disturbo ossessivo-compulsivo mentre lei, probabilmente, sta pensando che quell’individuo barbuto & capelluto1 che siede per ore alla scrivania deve avere una strana dipendenza al legno di noce e al plexiglas.
Il papa si scaglia contro la guerra santa e gli integralisti islamici si scagliano contro il papa. Che cosa c’entra con il resto? La sindrome di Stoccolma verso le nostre idee.
1 Sono più bello di Cat Stevens (per dirne uno con la barba).
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Gira e rigira, si finisce sempre nel gorgo dei cambiamenti, un mulinello che ti fa girare su te (me) stesso per ritrovarti in ogni caso nel punto di partenza (di arrivo suona male, lasciamo un pò di ottimismo). Forse non siamo noi a decidere quando è ora di cambiare, ma è il Cambiare che ha bisogno dei suoi tempi per maturare. Chissà.
Attimo (email) - 19 09 06 - 16:10