Il vecchio Iqqarnalut camminava nella steppa senza una meta precisa; si aggirava qua e là, posando i piedi a casaccio sull’erba. Andava cianciando qualcosa come “la steppa è sparita” e altre fantasie assurde, così che tutti lo presero per rincitrullito e i bambini cominciarono a tirargli le pietre e a fargli il verso.
Ma lui era sinceramente turbato: camminando continuava a ripetere a sé stesso che se non avesse ritrovato la steppa, anche la sua gente sarebbe scomparsa. Certo avrebbe gioito della scomparsa di Gaugluuq, cui doveva sette once d’argento da cinquant’anni, e che in tutti questi anni aveva preso ogni precauzione per evitare di incontrarlo. Ma la scomparsa della sua famiglia l’avrebbe rattristato più che se gli avessero detto che Qiqsiut, la sua giumenta preferita, era diventata sterile. Perciò si diede a cercare la steppa con un’ansia che gli annebbiava la vista. Più cercava, più non trovava, più le cateratte scendevano e la vista si annebbiava. Finché pazzo per la disperazione scivolò su una merda di cavallo ancora fresca e mise un piede dove la steppa non c’era davvero.
Fu così che il vecchio Iqqarnalut perse oltre alla steppa, la sua famiglia, i suoi cavalli, la sua vita ma ritrovò sè stesso nel fondo di un pozzo.
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sono abbastanza perplessa per questa storia…sarà che non sono in grado di capirla e, per ora, mi sta bene così.
e riguardo al “mio” lupo ululante…bhè, non so è eccessivo, ma il template è stato scelto seguendo uno stato d’animo. all’inizio non ero convinta, ma adesso mi piace veramente tanto.
e i miei silenzi “gravidi di parole”, come hai scritto tu, sinceramente cominciano anche a stancarmi. mi auguro anch’io di lasciarli fiorire…
bacio, ale
Alessandra (email) (link) - 15 08 06 - 03:35
Anche questa storia è stata scritta seguendo uno stato d’animo. Alterato. Quindi non è detto che abbia un senso.
buyo (email) (link) - 01 09 06 - 00:08