Solitamente non bado molto all’attualità, il mio orizzonte si chiude sulla punta del mio naso. Però, quando succede qualcosa di grosso e succede vicino a me, me ne accorgo e voglio che altri sappiano. Cosa succede oggi?
Succede che c’è un mondo che sta morendo e nella sua agonia si agita, si dimena e tenta di trascinare con sè il mondo nascente. C’è il mondo delle piccole libertà controllate, un mondo dominato dalla logica del denaro; e c’è un mondo molto più libero, in cui la parola chiave è condivisione.
Possiamo condividere di tutto: suoni, parole, immagini, filmati, poesie e tutto ciò che questi mezzi veicolano – le emozioni e la conoscenza. Abbiamo i mezzi per farlo: chiunque può aprire un blog e raccontare al mondo ciò che pensa; chiunque può sapere esattamente che tipo di musica fanno i Gorgoroth o Nusrat Fateh Ali Khan scaricando qualche loro brano; chiunque può sapere che cosa è successo a Fallujah e divulgare l’indignazione. Saremmo veramente liberi se asura come Bill Gates e le case discografiche (tanto per dirne un paio) non attentassero subdolamente a questo nostro diritto. Anche le pietre sanno che il male non è insito nello strumento: il male nasce da un utilizzo distorto e di questo è responsabile ogni singolo individuo. La Natura (se non vogliamo chiamare in causa enti superiori) ci ha dato la possibilità di uccidere: un’eventualità che potremmo mettere in atto in ogni istante se il senso morale non ci dicesse che non è giusto. Allo stesso modo potrei danneggiare l’industria discografica scaricando gratuitamente dalla rete per evitare di acquistare; se non lo faccio è perché preferisco scaricare per informarmi, per sapere se realmente vale la pena di spendere i miei soldi per un cd (che è un bene di lusso, secondo alcuni). Certo che se le major mi propongono delle mezzeseghe o degli artisti mediocri, è chiaro che al massimo preferisco scaricare e basta.
Questa libertà fa paura ai “belzebù” (=signori delle mosche, del nulla), perché hanno paura che si scopra quanto mediocre è il loro prodotto. Chi usa gnu-linux lo sa già: questa libertà è anche la libertà dell’”open-source”, che porta miglioramenti nella qualità di ciò che usiamo ogni giorno, trasperenza e consapevolezza. E cosa fanno i “belzebù” quando hanno paura? si inventano strumenti dal sapore medieval-tecnologico come il content protected e i famigerati processori palladium. Ma noi, la gente che ama la cultura (perché la cultura è soprattutto condivisione), non abbiamo paura di voi, signori. Ci sono delle anime candide che ancora non lo sanno, ma quando vedranno le loro canzoni preferite volatilizzarsi dal disco fisso – e con loro un mucchio di ricordi e di emozioni, allora si ribelleranno e non compreranno più i vostri prodotti.
Scansatevi, ruderi.
Questo Post
Calendario
Chi sono
Links
Ultimi Commenti
Archivi
Contatore
Credits


Il tuo discorso discorso è molto interessante e appunto condivisibile anche se ho bisogno di pensarci un pò su :)
Cmq volevo dirti che tuo nonno è un grande.
Buon anno
Manu (link) - 06 01 06 - 00:18
Riferirò ;)
buyo (email) (link) - 06 01 06 - 00:24